| L’oratorio
di San Bartolomeo, popolarmente detto di San Bortol, si trova
sulle pendici meridionali del Collalto, in una vasta area
a prato, in posizione rilevata e alquanto sperduta, nonostante
si trovi a soli 600 m dall'innesto con la strada provinciale
Vallorgana.
In origine era dedicato ai Santi Apostoli, ma in seguito alla
caduta della tirannide degli Ezzelini, avvenuta nel 1260 proprio
nel giorno della festa liturgica di San Bartolomeo Apostolo,
cioè il 24 agosto, fu dedicato appunto a tale Santo,
a ricordo dell'importante fatto storico avvenuto.
Per spendere qualche parola sulla figura del Sant’uomo
in questione, basti ricordare che era uno dei dodici Apostoli,
più volte citato come esempio di persona generosa e
discepolo leale. Lo stesso Gesù Cristo non perdeva
occasione di lodarlo perché in lui non c'era falsità,
egli rappresentava una delle principali esigenze della vita
cristiana, quella di camminare sempre nella verità.
Con la sua predicazione, Bartolomeo riuscì a convertire
al Cristianesimo intere città, ma dovette per questo
subire un atroce martirio: le iconografie lo presentano infatti
legato ad un albero mentre viene scorticato vivo.
Anticamente la posizione dell’oratorio doveva essere
alquanto strategica perché da lì, attraverso
la Val Galliera, si poteva superare la dorsale che divide
il Collalto da Colle Quarisa, per raggiungere il piano dove
si trovava l'antica chiesa di S.Tommaso di Costa-lunga (distante
dall'attuale, in linea d'aria, circa 500 m) e la Val Maor.
La fondazione della primitiva cappella è molto antica
e risale al secolo VIII; si tratta con tutta probabilità
di un’opera longobarda, in quanto nell'area circostante
si ha notizia di una necropoli con numerose tombe longobarde.
A questo nucleo originario si è aggiunta, quasi sicuramente
in età romanica, una cornice ben visibile dall'esterno.
Sempre in età romanica fu aperta al suo vertice una
finestra quadrata poi murata, nella quale è stato inserito
un blocco di tufo con due palmizi stilizzati scolpiti a bassorilievo.
L’edificio venne poi ampliato nel 1763, con la costruzione
dell’attuale aula esagonale, progettata e realizzata
da Angelo Bastasin , che la volle ricoperta da una cupola
a vele, semicircolare in corrispondenza dell'abside. Internamente
l'aula esagonale è caratterizzata da modanature in
stucco che presentano una decorazione a motivi floreali e
due cherubini.
Nel 1945 fu poi rifatta la copertura, mentre nel 1982 vennero
realizzati lavori di restauro e consolidamento ordinati dalla
Soprintendenza ai Monumenti del Veneto.
Il catino absidale si presenta ricoperto da un doppio strato
di affreschi: quello più superficiale, databile al
XVI-XVII sec. (opera di un ignoto madonnaro greco-veneto),
rappresenta Cristo e i dodici Apostoli e vi sono raffigurati
anche i simboli dei quattro Evangelisti; lo strato sottostante,
che appare di mano migliore, è attribuibile al XV secolo,
ma non è possibile riconoscerne il soggetto né
tantomeno l'autore: secondo alcuni potrebbe essere di scuola
greca del 1200. Una finestra è inserita in taglio di
fianco alla porta che dà nell'aula rettangolare, la
più antica, ora adibita a sacrestia.
Le pareti esterne in muratura di pietrame e mattoni sono intonacate
con un doppio strato di malta. Il tetto è a due falde
con orditura principale in travi lignee, secondarie in travetti
e sottomanto in tavelle di cotto.
L’oratorio è molto amato in paese, ed ogni anno
nel mese di agosto si celebra il Santo con una sentita festa
popolare, che raduna sempre molta gente e raggiunge naturalmente
l’apice il giorno 24, in cui si festeggia San Bartolomeo
Apostolo. Proprio in occasione di tale festa, nel 2001 sono
stati effettuati importanti lavori di riordino, pulizia e
decoro dell'Oratorio da parte di volontari; contemporaneamente
sono state collocate numerose immagini sacre ed ex voto, nonchè
le copie dei quadri dei Quattro Evangelisti i cui originali,
già in San Bortolo, si trovano per maggiore tutela
nelle pareti del presbiterio della Chiesa Arcipretale di S.Giorgio
Martire.
Particolarità di questo edificio di culto è
il campanile nettamente isolato dal corpo dell’oratorio:
la torre campanaria, risalente al 1862, è collocata
infatti in posizione staccata sul lato Nord: seppur in dimensioni
ridotte, ripete lo schema del vecchio campanile della Chiesa
Arcipretale, con basamento a scarpa, muratura a vista in pietra
e mattoni e cella campanaria merlata, con una sola campana.
Sopra la porta principale dell'edificio esagonale si leggeva:
SACRUM
D.BARTHOLOMAEO APOSTOLO
DICATUM
QUOD RETRO AB IMMEMORABILI SIMILITER JACEBAT
HIC AUCTORE AC SUASORE
ANGELO BASTASIN FRANCESCI FIL.
A FUNDAMENTIS MAGNIFICENTIUS ERECTUM
AERE ATQUE IMPROBA PAUPERUM LABORE
PRESIDE R.D. JOHANNE PILONI PAR.
ARCHIT. N.V. AUGUSTO ZACCO MDCCLXIII
FONTI: Relazione storico artistica dell'Ufficio Centrale
per i beni architettonici archeologici artistici e storici;
Manoscritto di D.Busatto; Archivio Vescovile di Treviso e
Parrocchiale di Castelcucco.
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