Conclusioni Facciamo ora un balzo in avanti: dopo aver brevemente delineato quelli che furono i travagliati esordi del Calcio Amatori Castelcucco, vorrei fornire un sintetico quadro della situazione attuale. Naturalmente nei cinque campionati disputati non sono mancati gli episodi degni di nota, ed io non mi scorderò certo di citarli, ma non li citerò ora poiché, compatibilmente con il mio tempo libero, mi propongo di arricchire in futuro le pagine di questo sito con una trattazione analitica su ognuna delle stagioni agonistiche da noi vissuta, dalla prima all’ultima. Per ora, visto anche che sono in ritardo con la consegna di questo materiale all’amico Claudio Zalunardo, che avrà il compito di diffonderlo nella rete mondiale, mi limito a qualche accenno sulla nostra situazione al momento attuale, quando già stiamo mettendo in moto l’organizzazione per il Campionato 2000 – 2001. Dopo quattro anni di Centro Sportivo italiano abbiamo decisamente cambiato rotta, ora siamo iscritti al Torneo gestito dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, che presenta numerosi vantaggi: o innanzitutto il costo, meno della metà rispetto al C.S.I.; o il numero maggiore di partite da disputare; o la maggior durata delle partite stesse, da 60 ad 80 minuti; o le trasferte più vicine, nulla a che vedere con le odissee degli anni precedenti; o l’assenza di partite in notturna; o calendari compilati con giudizio, evitando accuratamente le festività; o un livello medio degli arbitri decisamente migliore; o un’organizzazione complessiva sicuramente più seria ed efficiente di quella a cui eravamo abituati. Per tutti questi motivi e molti altri dettagli che non starò ad elencare, alla fine della nostra prima esperienza come squadra F.I.G.C. non ci siamo certo pentiti della nostra scelta, semmai il contrario…siamo pentiti di non averlo fatto prima! Le nostre porte sono sempre aperte, voglio invitare ad unirsi a noi chiunque abbia voglia di trascorrere qualche ameno sabato pomeriggio in allegria, un ‘allegra sgambata in campo e poi una sana bevuta in birreria, perché queste, in sostanza, sono le colonne su cui si basa l’esistenza del Calcio Amatori Castelcucco. Se qualcuno avrà avuto la pazienza di leggere queste mie righe da cima a fondo, dovrebbe avere capito cosa significa far parte del nostro gruppo, e quindi dovrebbe essersi reso conto se la nostra realtà è compatibile o meno con quelle che sono le sue caratteristiche personali. Io non sono abituato ad illudere la gente che mi chiede informazioni sugli Amatori, dico le cose così come stanno, la verità nuda e cruda. Non prometto che vinceremo tutte le partite, non assicuro a nessuno una maglia da titolare, non dipingo una situazione eccessivamente idilliaca, non dico che l’armonia regna sovrana e non ci sarà mai un minimo screzio, non garantisco che ci sarà da guadagnare soldi… io fornisco un fedele resoconto della realtà, in modo che nessuno possa poi rinfacciarmi “se l’avessi saputo, non mi sarei nemmeno iscritto”. Niente di tutto questo: chi accetta di unirsi a noi dev’essere una persona di carattere umile e disponibile, serio e motivato fino in fondo, non vogliamo piantagrane ed invito esplicitamente i perditempo a restare a casa loro. Per tutti gli altri, lo ripeto, le porte sono sempre aperte… Ora sono ormai due anni che, dopo aspre battaglie, siamo riusciti ad ottenere i nuovi impianti comunali di Castelcucco come campo casalingo, Secondo me, nell’Amatore emerge la vera passione sportiva, perché questa è l’unica molla , l’unico fine per cui gioca. Non lo fa certo per soldi, visto che anzi deve mettere mano al portafoglio per far parte del Calcio Amatori Castelcucco. Eh sì, qui le cose vanno un po’ in controtendenza rispetto a cio’ che ci propone il calcio moderno, da noi chi vuol giocare paga! E anche questo è un valido strumento, forse il migliore, per distinguere chi ha intenzioni serie da chi non ha voglia di far nulla. Certo io non mi diverto a far pagare la gente, ma purtroppo è una triste necessità: spese per il campo di gioco, spese per il terreno da allenamento, acquisto dei palloni, iscrizione al Torneo, visite mediche, maglie, borse e attrezzatura varia… i soldi non piovono certo dal cielo, e per noi è sempre più difficile far quadrare il bilancio. Finora con la dolorosa politica dell’autotassazione siamo sempre riusciti a fronteggiare il costante incremento delle spese e la contemporanea discesa delle nostre fonti, ma sinceramente non so se nel futuro potremo farcela con le nostre sole forze. Poiché Internet assicura una diffusione a livello mondiale, mi rivolgo ai possibili sponsor di qualunque parte del mondo: ci servono soldi!!! Indubbiamente un contributo dato a noi è un finanziamento a fondo perduto, non lo puoi certo detrarre dalla Dichiarazione dei Redditi e nemmeno puoi sperare in un ritorno pubblicitario, visti i nostri risultati. Se qualcuno decidesse di appoggiarci finanziariamente, lo farebbe per lo stesso motivo per cui io organizzo la squadra e i miei giocatori si iscrivono: la passione, quella passione che tante volte ho citato e che mai mi stancherò di ricordare. Dovremmo quindi trovare un finanziatore danaroso ed animato dal nostro stesso spirito, non certo dalla fame di risultato a tutti i costi, un finanziatore che sia convinto che il più incredibile dei gol sbagliati è comunque uno scandalo inferiore agli ingaggi miliardari che Del Piero e Ronaldo percepiscono per prendere a calci un pallone esattamente come facciamo noi del Calcio Amatori Castelcucco e forse, anzi sicuramente, con meno divertimento, meno impegno e meno passione. Io la penso così. Ogni nostro iscritto attualmente paga una quota annua di 150.000 lire, di cui 50.000 per la visita medica obbligatoria, ma con la sorte sempre più incerta del Torneo delle Contrade, la nostra principale fonte di finanziamento, il nostro futuro è ricco di insidie soprattutto dal punto di vista economico, è questo il primo scoglio da superare, e non è certo facile, non so proprio che pesci pigliare. Tra l’altro il vecchio storico campetto di Castelcucco su cui ci allenavamo all’alba della nostra esistenza era completamente gratuito, mentre ora dobbiamo pagare fior di quattrini per poter effettuare gli allenamenti, oltre a dover sborsare soldi anche per le partite sul “nostro” nuovo campo comunale. La situazione quindi è tutt’altro che rosea, e non mi illudo certo che qualcuno raccolga il mio appello da queste pagine e nei prossimi giorni mi faccia recapitare a casa un assegno in bianco, ma sono cose che comunque vanno dette e che servono a comprendere meglio il nostro piccolo mondo, il mondo del Calcio Amatori Castelcucco. Vorrei concludere quest’introduzione così come l’avevo iniziata, provando a definire “cos’è il Calcio Amatori Castelcucco”. Spero di averlo fatto capire tra le righe di questa trattazione, non è e non sarà mai una squadra di calcio, troppo riduttivo e allo stesso tempo esagerato considerarlo tale. Diciamo piuttosto che ci serviamo del calcio come pretesto per il raggiungimento di fini che sono anche sportivi, ma non solo. In sintesi, l’A.C. Castelcucco si propone di: § fornire l’opportunità di praticare attività fisica anche durante la stagione invernale, un periodo nel quale siamo tutti un po’ sedentari e pantofolai. E’ dura uscire di casa nelle fredde sere di dicembre e gennaio magari per sfidare la temperatura con mezz’oretta di corsa solitaria, è sicuramente più accattivante avere venti compagni che ti aspettano per una distensiva partita di allenamento. L’unione fa la forza, uno tira l’altro ed ecco che nei cinque anni di attività le presenze agli allenamenti sono in costante aumento; § dare a tutti la possibilità di sentirsi membri di una squadra di calcio, senza complessi per le doti tecniche magari non proprio eccelse; § costituire un ideale prolungamento del Torneo delle Contrade di Castelcucco, fornendo ai suoi partecipanti l’opportunità di giocare al pallone anche tra un’edizione del Torneo e l’altra; § creare una piccola realtà castelcucchese, senza pretese di alcun tipo ma con il desiderio di essere conosciuta e apprezzata per le sue funzioni di socialità e aggregazione, al pari delle altre associazioni paesane senza fini di lucro; § concedere a molta gente che non l’aveva mai sperimentata in precedenza l’emozione di partecipare ad un vero campionato F.I.G.C., con veri avversari che non ti regalano nulla; § consentire ai nostri paesani di sfruttare i nuovi impianti sportivi comunali di via Sant’Antonio; § creare un gruppo unito e se possibile dare il via ad una serie di conoscenze ed amicizie che sappiano valicare l’aspetto sportivo e proseguire oltre; § forgiare una compagnia sana ed affiatata, che sappia condividere momenti di spensieratezza e vera allegria attorno alle tavole imbandite delle nostre cene sociali e ai tavolini dell’innumerevole quantità di bar che frequentiamo nel corso di una nostra stagione; § dare origine ad una “squadra” nel senso più profondo del termine, non limitato ad undici individui che scendono in campo con la stessa divisa per fare un gol in più dell’avversario. Sono sempre dell’opinione che se non c’è armonia tra gli individui al di fuori del campo, quella che si vedrà in campo non potrà essere una formazione vincente; § insegnare alla gente a conoscere ed accettare i propri limiti, prima di tutto nella competizione sportiva, ma poi lo sport è la metafora stessa della vita, per cui… § non fare del risultato l’assillo principale ed asfissiante, l’unico obiettivo della stagione. E’ chiaro che nessuno scende in campo per perdere appositamente, ma bisogna saper riconoscere demeriti propri e meriti altrui. Quando non si riesce a vincere, l’importante è almeno superare se stessi. Se ti accorgi che la sfida con l’avversario è proibitiva, devi almeno essere certo di aver dato il massimo, perché chi da’ il massimo vince comunque; § coltivare i concetti di onestà e sportività, non si compete con la slealtà e l’imbroglio, abbasso le vittorie a tavolino, il successo va conquistato sudando in campo, e questo vale non solo nello sport; § selezionare una cerchia di persone animate da sana passione sportiva , umiltà e rispetto per il prossimo, persone che non accampino pretese ma sappiano anzi essere disponibili al sacrificio, cominciando dal doloroso sacrificio economico dell’iscrizione. Una persona che mette mano al portafoglio per giocare con gli Amatori ha già qualcosa in più del mediocre giocatore di Terza Categoria che, sempre più spesso, sa solo chiedere al proprio Presidente: “quanti soldi mi dai?”. Ovviamente essere esaustivi al 100% è pressoché impossibile, bisognerebbe che una persona sperimentasse personalmente l’esperienza amatoriale per capire fino in fondo che cosa essa sia. L’amatore per me fa rivivere lo sport romantico di un tempo, quello idealizzato dal barone Pierre de Coubertin, l’ideatore delle Olimpiadi moderne, per il quale la pratica sportiva era e doveva rimanere rigidamente dilettantistica, senza farsi inquinare dal business. Purtroppo così non è stato, calcio ed economia sono ormai una cosa sola, per questo sono veramente felice quando posso respirare un po’ d’aria pura nell’ambiente degli Amatori Castelcucco, dove è il giocatore che paga e dove non correrò mai il rischio di trovarmi in casa un procuratore venuto a discutere i ritocchi dell’ingaggio. A morte quindi il calcio corrotto e indecentemente miliardario, e lunga vita al Calcio Amatori Castelcucco e a tutti coloro che ne ricalcano lo spirito, libero, umile, passionale, onesto e mai materialista. Mi appresto dunque a concludere questa prima parte del sito su noi Amatori, ho tentato di dare la risposta alla domanda iniziale. Cos’è il Calcio Amatori Castelcucco? Chi ancora non ne avesse compreso l’essenza, nonostante la lettura di queste pagine, non può fare altro che venire a trovarmi a casa mia. Dopo un quarto d’ora di colloquio con me, c’è il rischio che mi consideri solo un povero cretino, o al limite un inguaribile romantico non al passo coi tempi, ma se invece si dimostrasse un attento e recettivo interlocutore non c’è dubbio che assimilerà l’anima stessa degli Amatori, e sarà pronto ad aggregarsi alla nostra squadra che però, è bene ricordarlo un’ultima volta, non è solo una squadra di calcio! Un grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere il mio scritto da cima a fondo. Oscar Conte
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