Difficoltà iniziali Una volta trovati i giocatori (o presunti tali) era il momento di rimediare un campo, ma all’epoca il nostro comune non disponeva di un impianto regolamentare, per cui fummo costretti ad emigrare e giocare a Possagno, proprio nel periodo di “guerra fredda” per la questione Pareton! Noi poveri Castelcucchesi giocavamo le partite casalinghe in territorio nemico e veramente ci sentivamo più stranieri noi delle squadre avversarie che venivano in trasferta; mai abbiamo sentito il campo di Possagno come veramente nostro, ed in effetti è un campo che non ci ha mai portato molta fortuna, sul suo terreno non siamo mai riusciti a vincere nemmeno una misera partita, di campionato o amichevole che fosse! Per fortuna almeno per quanto riguarda gli allenamenti eravamo tranquilli fra le mura amiche di Castelcucco, nel mitico campetto nei pressi della Chiesa, ormai purtroppo in disuso ma con una lunga storia alle spalle. Un
campo squallido, piccolo, col terreno infame, i due lati in larghezza
uno più corto dell’altro, il Muson a fianco che immancabilmente trascinava
tra le sue acque una non indifferente quantità di palloni, ma pur con
tutti questi difetti aveva indubbiamente un suo fascino. Era il campo
con cui gli amanti del calcio di Castelcucco si sono sempre identificati,
un campo su cui molta gente ha sudato per renderlo agibile, un campo permeato
della magica atmosfera del torneo delle Contrade, Ma ora torniamo decisamente agli Amatori; le vicende del Calcio Amatori Castelcucco e quelle del Torneo delle Contrade sono così strettamente correlate che a volte scivolo senza accorgermene da un argomento all’altro, ma non penso che queste piccole digressioni daranno fastidio a chi leggerà queste pagine (se mai qualcuno le leggerà!). Concentriamoci quindi nuovamente sulla stagione 1995 – 1996, quella che segnò l’esordio della nuova compagine castelcucchese. Tesserati i giocatori, rimediati campo da gioco e da allenamento, mancavano ancora maglie, palloni e attrezzatura varia, che in qualche modo recuperammo grazie soprattutto alla collaborazione della Grisport SpA, dell'Unione Sportiva Montegrappa e della Pro Loco di Castelcucco, che più di tutti ci diede una mano. A questo punto era sufficiente completare la trafila burocratica per l’iscrizione della squadra, dopo di che sarebbe bastato attendere il fischio d’inizio della prima partita. Che corse frenetiche in quei giorni; eravamo in forte ritardo su tutto, il termine ultimo per le iscrizioni era in agguato, e temevamo fortemente la beffa finale, aver sistemato tutto ed essere magari esclusi dal campionato per un ritardo nella consegna dei documenti necessari. In quel periodo io e Gianni ci siamo veramente fatti un culo terribile, le corse continue a Vicenza presso la sede del Centro Sportivo Italiano , le telefonate, i fax, le piccole cose che saltano sempre fuori all’ultimo momento… sono state giornate veramente impegnative, ma c’era in noi un entusiasmo davvero incrollabile per questa iniziativa in cui credevamo fortemente, e l’entusiasmo è stato sicuramente la molla che ci ha aiutato a non abbatterci nei momenti (e sono stati più di uno) in cui sembrava fossimo costretti a lasciar perdere tutto, in cui spuntava sempre qualche difficoltà imprevista a metterci i bastoni tra le ruote. Desidero ringraziare su queste pagine l’amico Gianni Grigolato che, più di me, è stato determinato ad andare fino in fondo; con rammarico devo constatare come ormai ci abbia abbandonati da ogni punto di vista, ma sicuramente nei momenti iniziali lui è stato la persona-chiave per la creazione degli Amatori . La sua collaborazione in quell’autunno 1995 fu assolutamente determinante. Fu ancora Gianni a insistere perché fossi io e alla fine, con molta riluttanza, accettai e firmai i documenti di iscrizione come Presidente del Calcio Amatori Castelcucco, una carica pomposa ma assolutamente insignificante. Come mi resi conto più tardi infatti, a livello amatoriale essere il Presidente non significa proprio nulla , è solo un nome necessario per la regolarità formale dei documenti, ma al posto del mio nome potrebbe esserci quello di chiunque altro e non cambierebbe assolutamente niente. E lo stesso discorso potrei fare per tutte le altre qualifiche sociali: sono cinque anni che abbiamo un cassiere, ma purtroppo mai abbiamo avuto una cassa! Alcuni possono pensare che il Presidente goda di qualche privilegio, ma voglio subito smentire queste convinzioni; si tratta di una carica che non da’ vantaggi di alcun tipo, in compenso il Presidente di una squadra Amatori è spesso quello che lavora più di tutti, quello che oltre a non guadagnare deve anzi rimetterci soldi propri, quello su cui puntualmente si scaricano tutte le responsabilità, quello che si deve preoccupare di tenere unita la squadra nei momenti difficili, quello che fa da portavoce e si espone in nome degli altri… insomma, c’è qualche motivo se dopo cinque anni il Presidente sono ancora io e nessuno ha mai voluto subentrare al mio posto, nonostante numerosi inviti da parte mia! Comunque avevamo trovato nella mia persona anche l’ultimo tassello per completare il nostro mosaico: eravamo ufficialmente una squadra amatoriale Prossimo
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È fatta! | ||||