Il primo anno Tornando ora alla storia degli Amatori da un punto di vista più generale, il primo anno è stato senza dubbio il più difficile, in quanto si partiva da zero sotto ogni aspetto. Non ci sono certo stati problemi per la selezione dei giocatori, perché come ripeto noi vogliamo offrire a tutti l’opportunità di giocare al calcio, non ci interessa che si tratti di campioni ma vogliamo che siano persone consapevoli della nostra realtà e dei suoi limiti, che antepongano le necessità dal gruppo alle ambizioni personali, che non siano litigiosi e attaccabrighe e che all’occorrenza non si tirino indietro di fronte a qualche boccale di birra in compagnia. Ribadisco infatti che non vogliamo creare un gruppo che si sciolga a fine partita e si ritrovi solo al fischio d’inizio della successiva, ma una sana compagnia che sappia approfittare dei momenti fuori dal campo per cementare la squadra, sviluppare le relazioni interpersonali, parlare di qualcos’altro che non sia il solito pallone, scambiare qualche battuta, incentivare il pensiero positivo, lo spirito di gruppo e l’armonia fra tutti. Sono infatti profondamente convinto che una squadra non può essere tale in campo se i suoi componenti non sono amici anche nella vita di tutti i giorni. E’ risaputo che undici buone individualità non fanno automaticamente una buona squadra, per questo gli appuntamenti al bar, in ristorante o in pizzeria sono e saranno sempre momenti chiave di ogni stagione del Calcio Amatori Castelcucco. E devo purtroppo dire che i miei uomini rispettano fedelmente queste mie indicazioni, si difendono molto meglio col bicchiere tra le mani che col pallone tra i piedi!![]() Una delle tante cene sociali; è in queste occasioni che emerge l'essenza di noi Amatori. (Cliccare per ingrandire) Essendo il trevigiano, e il comune di Castelcucco in particolare, terra di buoni bevitori, non abbiamo certo avuto difficoltà nel selezionare gente che rispondesse ai canoni sopra esposti; a titolo di esempio, basti pensare al nostro guardalinee ufficiale, il celeberrimo Ugo Boffo, il cui poster è appeso in tutte le birrerie del Triveneto.
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