L'idea

Tornando alle origini del Calcio Amatori Castelcucco, fu appunto il grande numero di partecipanti e l’entusiasmo che si veniva a creare attorno al Torneo paesano a farci balenare la prospettiva di dar vita ad una nostra squadra; dicendo nostra intendo dire di Castelcucco, perché l’idea originaria era appunto questa, di riservare la partecipazione solo ai nostri compaesani. In seguito abbiamo dovuto rivedere questa sorta di autarchia calcistica, poiché alcuni giocatori si sono persi per strada, altri hanno scoperto che la loro passione non era poi così forte come credevano, altri ancora dopo un’esperienza con gli Amatori hanno ripreso a giocare in Categoria, alcuni hanno dovuto lasciarci per cause di famiglia o di lavoro… insomma, ben presto abbiamo dovuto allargare le porte e far passare anche gli “stranieri”, badando bene però che rispecchiassero le caratteristiche elencate in precedenza e preferibilmente che avessero comunque qualche legame con Castelcucco, vuoi per motivi di lavoro vuoi per relazioni di parentela; questo perché, in una società come quella attuale in cui qualunque tipo di frontiera sembra veramente aperta a tutti, ritengo sia importante avere una propria piccola realtà in cui identificarsi, un qualcosa che affondi le proprie radici nel paese e nel tessuto sociale da cui proveniamo ed in cui viviamo, e penso che questo qualcosa possa essere, nel suo piccolo, anche il Calcio Amatori Castelcucco.

Ancora oggi la grande maggioranza degli iscritti è formata da Castelcucchesi D.O.C., e comunque non ci siamo certo pentiti di aver accolto gli “stranieri” (dove per straniero intendo tanto chi viene da Paderno del Grappa quanto chi arriva dalla Bosnia);

Lo "straniero" più straniero del Calcio Amatori Castelcucco, Ramiz Vejzovic "Vlaovic".
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a parte il fatto che senza di loro non avremmo probabilmente potuto continuare la nostra attività, devo dire che, tralasciando qualche rara eccezione, hanno tutti contribuito a portare una sana ventata di allegria e buonumore in seno al gruppo, caratterizzandosi per essere pienamente portatori di quelle qualità positive che io considero indispensabili per qualunque attività di gruppo, non solo in ambito sportivo.

Cito per tutti il grande Dino Sartor, proveniente dal vicino comune di Paderno ma ormai castelcucchese d’adozione. E’ lo straniero con la maggior anzianità di servizio nella nostra squadra, e mi auguro sia ancora lontano il momento in cui appenderà le scarpe al chiodo (non so se sua moglie si augura altrettanto!), anche perché la nostra difesa ha fortemente bisogno di questo arzillo quarantenne con l’animo del ventenne, tenuta fisica invidiabile nonostante qualche evidente etto di troppo appena sopra la cintura, passione da vendere sia per il calcio che per la buona tavola, l’hobby di superare sempre e comunque i limiti di velocità (questo quando è in macchina, un po’ meno in campo) e un’allegria contagiosa veramente ammirevole in lui, soprattutto considerando i risultati dell’Inter degli ultimi dieci anni che non dovrebbero certo indurre i tifosi nerazzurri al sorriso. Lunga vita dunque al buon vecchio Dino, personaggio carismatico e dalle mille sfaccettature; se si tralascia il fatto che ha costretto con la forza il figlio juventino a diventare interista, parliamo comunque di un buon diavolaccio con cui val sempre la pena trascorrere qualche ora in allegria, sul terreno di gioco, al banco di un bar o attorno ad una tavola imbandita.

Dino Sartor in un gesto di esultanza dopo una vittoria 1 - 0 grazie ad un suo gol.
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E con questo breve profilo della nostra maglia numero 6, appunto quella di Sartor Dino, ho inteso ringraziare anche tutti gli altri “stranieri” che hanno vestito e vestiranno la nostra maglia, non potendo per ovvi motivi di tempo e di spazio dedicare una pagina a ciascuno.

Voglio però dedicare due righe a Saverio Bastianon, che mi è rimasto nel cuore quale sfortunato esempio di come la passione sportiva si scontri a volte in maniera implacabile contro dolorosi traumi.

Per Saverio l’infortunio sembra veramente essere in agguato dietro ogni angolo, pronto a colpirlo beffardamente e spietatamente. Coraggio Saverio, la tua figura rimarrà nella storia del Calcio Amatori comunque, sarai identificato come uno di quei capitani coraggiosi vecchio stampo sempre più rari al giorno d’oggi, e la tua leggendaria passione sarà citata come esempio a tutti i futuri iscritti. Qualora per l’ennesima volta tu decidessi di rimettere ai tuoi piedi le scarpe da gioco e ributtarti nella mischia, le nostre porte per te non saranno aperte, ma addirittura spalancate.

Saverio Bastianon, lo "straniero" più sfortunato; in due anni appena tre presenze, causa infortunio.
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